Scatto fisso Elga – parte I

Aggiornamento: parte V

Premetto che la mia conoscenza in ambito ciclistico è estremamente limitata, fino a qualche mese fa infatti neanche sapevo cosa fosse una guarnitura o un movimento centrale, quindi non prendete per serio nulla di ciò che dirò!

Questa mini guida vuole essere di aiuto per tutti coloro che, inesperti come me, vorranno farsi una bici a scatto fisso, descriverò quindi in breve il mio processo di conversione, per aiutare a superare i dubbi iniziali. Informazioni dettagliate su componenti o altro verranno rimandate a siti esterni. Premetto anche che la mia conversione è stata molto influenzata dal voler spendere il meno possibile, nonostante ciò 300 eurelli son partiti comunque (non mi piacciono e cose fatte male)!

Cos’è una bici a scatto fisso?

Se siete finiti su questa pagina, mi auguro lo sappiate già, in ogni caso scatto fisso, fissa, fixed gear, fixie son tutti sinonimi per descrivere una bici ove (in termini banali) la ruota dietro è solidale alla catena, quindi pedalando all’indietro questa andrà di conseguenza.. Per quel che ne so io sono nate così le prime biciclette, presto sostituite da quelle a scatto libero. Nel contempo però, nel settore bici da pista (track bike) lo scatto fisso è rimasto, probabilmente perchè molto più semplice e leggero. Proprio per questo, molti pezzi che si trovano in Italia (ove le fisse sono di moda da poco) sono molto costosi perchè rivolti a bici di un certo livello; oltroceano dove la fixie è di moda da parecchio si sono sviluppati marchi apposta che vendono pezzi a prezzi molto più abbordabili. Qui di seguito qualche osservazione sui componenti necessari, in fondo il mio processo di creazione.

Il telaio

E’ stata la prima cosa di cui mi sono occupato, diciamo che se ne trovano in giro di vecchi a pochissimo, l’unico accorgimento è quello della forma dei forcellini posteriori, date un occhio a questa pagina, diciamo che van tutti bene tranne quelli verticali, dove non è possibile regolare la tensione dalla catena. Io ho usato il telaio di una vecchia Atala a contropedale, il vantaggio (solo estetico) è che non ha buchi per i cavi dei freni e cambio, altro consiglio, se trovate un telaio da corsa (o addirittura pista) è sicuramente meglio perchè la forma più aggressiva vi aiuterà a skiddare.

Il pignone fisso

Pignone fisso

Pignone fisso

Pignone libero

Pignone libero

In sostanza il pignone fisso è l’unico componente che fa la differenza tra una bici a scatto fisso ed una bici normale, ma vi spiegherò in seguito perchè a me non è bastato cambiare quello.

Pignone Fisso e Libero a confronto, il secondo se ruotato al contrario “gira a vuoto”.

I mozzi (e quindi anche le ruote)

Il pignone si avvita al mozzo posteriore (quella cosa al centro della ruota, dove arrivano tutti i raggi), siccome nella fissa questo può girare anche al contrario tenderebbe a svitarsi giusto? Ciò non avviene perchè esistono degli appositi mozzi da pista, con una seconda filettatura dove una ghiera blocca lo svitamento del pignone. L’usare quindi un mozzo da pista È LA SOLUZIONE OTTIMALE (quella che ho seguito io), ma cercando su internet troverete tante altre possibili soluzioni (come quello della saldatura) per bloccare il pignone su un mozzo normale, ovviamente in questi casi vi consiglio vivamente di teneri i freni (che se per sbaglio si svita, non avete più modo di frenare!). Assodato quindi che vogliamo un bel mozzo da pista (o di quelli flip-flop, come quello in foto, da un lato da pista, dall’altro normale) le opzioni sono 2:

– comprare ruote da pista, quindi con già i mozzi montati

– comprare il mozzo e farsi ri-raggiare una ruota che abbiamo già

Siccome nella seconda opzione, il mozzo più economico che ho trovato (solo posteriore) era sui 40€, e la raggiatura costa sui 30€ a Bologna (tot=70€ per UNA ruota), ho optato per spendere 100€ comprando una COPPIA di ruote da pista (le più economiche da pista son le gipiemme, consiglio di cercare su ebay annunci: gipiemme pista schio).

Mozzo flip-flop

Mozzo flip-flop

Gipiemme Pista

Gipiemme Pista

Il movimento centrale

Altro pezzo fondamentale, qui una spiegazione delle principali tipologie, fate attenzione sulla differenza ISO/JIS e sul tipo di filettatura! Se partite da una bici vecchiotta come la mia molto probabilmente avrete uno di quei vecchi movimenti a sfere libere, il quale va benissimo… Unico piccolo grande problema è che questo si attacca alle aste dei pedali tramite le cosiddette “chiavelle”, queste maledette sono fatte in alluminio e per incastrasi bene si deformano, quindi con gli sforzi immani che applicheremo sui nostri pedali molto brevemente cederanno (a differenza dalle singlespeed, dove per frenare si usano i freni).

Chiavella

Chiavella

Movimento centrale a perno quadro

Movimento centrale a perno quadro

Per questo io ho optato per un nuovo Movimento Centrale a perno quadro, marcato Miche. La larghezza di questo verrà discussa più avanti parlando della linea catena.

La guarnitura

Nell’ipotesi quindi che anche voi abbiate optato per un movimento centrale a perno quadro, vi servirà ovviamente anche una guarnitura compatibile! E mo’ so’ cazzi, perchè quelle da pista costano. A me hanno suggerito (e finora tutto ok) di andare con una Lasco (che a quanto pare è la più economica qualità/prezzo), in Italia si trova sui 70-80€, su http://www.velosolo.co.uk/ sui 50€ e per i fortunati come me ce la si può aggiudicare su eBay per anche meno (botta di culo paurosa. l’ho presa per 30€ nuova). Personalmente sconsiglio di usare guarniture vecchie, sia per la storia già detta della chiavelle, sia perchè notevolmente più deboli (facendo cose sconsigliate, la mia si è piegata a metà!!). Ovviamente ci sono tante altre soluzioni oltre alla Lasco, ma al momento non ne conosco.

La catena

Guarnitura e pignone sono nient’altro che 2 ingranaggi, su di essi scorre la catena. Ecco quindi un piccolo accorgimento, i suddetti vengono in due diverse misure: 1/8″ e 3/32″ che non è nient’altro che la larghezza dei denti. Sulle bici ad una marcia solitamente monta (o montava) quella da 1/8″, più larga. Con l’avvento delle multi-marcia lo spazio dai pignoni si è stretto e si è quindi ricorsi ad una larghezza minore di catena ed ingranaggi, ovvero 3/32″. Nel nostro caso l’unica cosa da tener conto è che una catena stretta (3/32″) non si infila su corone larghe (1/8″), mentre l’opposto si può fare. ovviamente in questo caso c’è la possibilità che balli un poco, ma direi che sono finezze. Per quel che ne so la catena larga costa di meno, ma io son stato pirla ed ho messo tutto a 3/32″…

Il rapporto

Vi sarete già chiesti, quanti denti deve avere la guarnitura e il pignone? Questa cosa si chiama rapporto, ed in base anche alla dimensione della ruota sarà la causa della vostra “fatica” nel pedalare. L’unico modo per sapere il rapporto giusto per voi è provare! Se proprio non avete idea su cosa iniziare io consiglierei (con una ruota da bici da corsa 700×23) un 42×16 (42 la guarnitura e 16 il pignone). Attualmente io ho un 48×18, ma penso che opterò per un 48×17 (il rapporto si calcola facendo la divisione dei due numeri). ALTRA COSA IMPORTANTE di cui inizialmente non ero a conoscenza, in base al rapporto che avete cambia il numero di punti di usura della ruota (skid patches) in fase di skiddata! Ebbene si, siccome si skidda solo a pedali paralleli vi deve essere qualche storia di multipli-divisori-etc che provoca ciò, date quindi un occhio a questo utile calcolatore, per esempio con un 48×18 se ne hanno 3 mentre con un 48×17 ben 17!!

La linea catena

La linea catena è probabilmente la parte più delicata, avere una buona linea catena vuol dire che pignone e guarnitura sono in asse e quindi la catena è dritta. Questo è buono perchè ne riduce l’usura, il rumore e la possibilità che questa cada! Per ottenere una buona LC possiamo agire su 3 parti: movimento centrale, guarnitura e pignone/mozzo posteriore. Principalmente sul movimento centrale, ed è qui che entra in gioco la larghezza dello stesso (103, 107, 110…). In teoria ogni costruttore dovrebbe rilasciare informazioni tecniche sulla combinazione ottimale, ma io non ne ho trovate in giro, ho fatto a caso ed è venuta storta! Quindi al momento sono in cerca di una soluzione :D

Altri pezzi

Altri pezzi come manubrio, sella, pedali, gabbiette si possono trovare sia nuovi che usati (se volete risparmiare). Consiglio un certo braciola71 su eBay, che è di Formiggine (MO) ed è pieno di roba!

Il mio processo

Ormai dovreste aver già capito come procedere, il più sta nel capir bene che pezzi montare! Io sono partito da un vecchio telaio, ho quindi iniziato col smontarlo tutto (fate attenzione ad avere tutti gli attrezzi necessari), alcune parti durisssssime, ma alla fine si fa (magari aiutati da un flessibile :D)! Poi, dato lo stato dello stesso l’ho sverniciato e srugginato con tanto olio di gomito, consiglio di:

  1. farlo sabbiare (se conoscete un posto che lo fa)
  2. usare il trapano+punte a spazzola metallica (molto buono, io ho fatto così)
  3. tanta carta vetrata (decisamente la versione più lunga e faticosa)

Fatto ciò è il momento di verniciarlo, in breve secondo me le possibilità sono due:

  1. farlo fare ad un carrozzaio/verniciatore
  2. farlo da se

La prima opzione è sicuramente la migliore, ma se non avete bazze particolari può essere molto costoso (~100€); nel secondo modo le vernici più resistenti sono le bicomponenti (più fondo antiruggine, ma fatevi dire per bene in negozio), si spende comunque ~40€ e (visto sulla bici di un amico) con una piccola botta si stacca la vernice. Bombolette spray o simili le sconsiglio ancor di più perchè vengono via con niente.

A questo punto, avuti tutti i pezzi negessari ed il telaio verniciato non resta che montare il tutto e godersi una bella pedalata!
Un grazie in particolare a Gigi, ai regaz di FixedForum e a gente a caso sul web!

Buon lavoro a tutti, correzioni e suggerimenti ben graditi. Per finire qualche foto a caso del processo.

Leggi qui la PARTE II